Volta a Catalunya 2026, Remco Evenepoel: “Ho preso una buca e mi è scivolato il manubrio. Non ho nulla di rotto, valuteremo domani”
La terza tappa della Volta a Catalunya 2026 ha visto Remco Evenepoel dare spettacolo nel finale, ma poi cadere a 500 metri dal traguardo. Il leader della Red Bull-Bora-hansgrohe ha sfruttato l’ottimo lavoro dei compagni per aprire un ventaglio a 30 chilometri dalla conclusione e poi attaccare in prima persona. L’unico a riuscire a seguirlo è stato Jonas Vingegaard e i due si sono così lanciati in coppia verso l’arrivo, anche se a fare il grosso del lavoro è stato il 26enne, con il danese spesso passivo a ruota. Mentre il gruppo cercava il forcing finale per riprenderli, il belga è però scivolato a terra nell’imboccare una rotonda ai -500 metri, riportando un’evidente ferita al gomito e abrasioni alla schiena. Il campione olimpico, dopo essere stato medicato, è poi tornato in bici per tagliare il traguardo, beneficiando della neutralizzazione del tempo negli ultimi chilometri.
Evenepoel ha così spiegato quanto avvenuto ai giornalisti presenti, tra cui i nostri inviati: “Volevo impugnare la parte bassa del manubrio per la volata e proprio in quel momento c’era una buca piuttosto grande. L’ho presa. Non l’avevo vista e non era nemmeno così evidente sulla strada. Non c’erano segnalazioni o altro. Semplicemente non l’ho vista e mi è scivolato il manubrio dalle mani”. Le conseguenze sono evidenti, ma è ancora presto per valutare l’entità: “Vedremo. Penso di avere alcune ferite piuttosto estese. Dovremo vedere stasera e domani mattina come reagirà il tutto. Ma sono ancora in piedi e non c’è nulla di rotto, quindi è positivo“.
Il belga ha poi analizzato l’azione fino a quel momento, che era stata perfettamente come pianificata dal team: “Sapevamo già dal mattino che su questa strada ci sarebbe stato vento e che, una volta tornati indietro, il vento sarebbe stato più laterale. Quindi ci sarebbero stati i ventagli da quel momento in poi e penso che la squadra sia stata perfetta. Penso che il modo in cui abbiamo affrontato la discesa, quando siamo entrati nella strada principale e abbiamo accelerato, sia stato incredibile. Credo che fosse esattamente quello che volevamo fare. Poi c’è stata un po’ di esitazione e io ho semplicemente continuato l’azione, ma si stavano creando dei buchi e ho visto che Jonas mi stava venendo dietro. Quindi volevo arrivare fino al traguardo. Avevamo un bel vantaggio per giocarci la vittoria. Normalmente avremmo fatto la volata per vincere, ma il destino ha deciso diversamente”.
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